Orologio vintage Vetta Automatique Power Reserve “Up/Down” – Cal. 82, anni ’50 — foto 1

Vetta

Automatique Power Reserve “Up/Down” – Cal. 82, anni ’50

690 €

Negli anni Cinquanta, mostrare l’ora non era più sufficiente per raccontare il progresso dell’orologeria meccanica. L’automatico stava diventando sinonimo di modernità e alcune manifatture iniziarono a sperimentare una complicazione tanto utile quanto affascinante: mostrare direttamente sul quadrante quanta energia restava all’orologio. È in questo contesto che nasce questo Vetta Automatique Power Reserve, una delle configurazioni più particolari e oggi meno comuni della produzione Vetta del periodo. A prima vista conquista per il quadrante. Argenté, costruito su più livelli, con una raffinata lavorazione guilloché a griglia nella parte centrale, numeri arabi applicati e indici dorati. Ma è osservando la zona delle ore 12 che si comprende la vera natura dell’orologio. Sopra il logo Vetta compare una scala semicircolare graduata 0–12–24–36: è l’indicatore della riserva di carica, una complicazione decisamente insolita per un automatico dei primi anni Cinquanta. Un esemplare Vetta molto simile, con AS 1382N, cassa cromata e fondello in acciaio, è stato catalogato anche da Il Ponte come produzione degli anni ’50. Ed è proprio sotto il quadrante che questo Vetta diventa ancora più interessante. Il cuore: Vetta calibro 82 Il movimento è firmato Vetta 82 ed è basato sul celebre A. Schild AS 1382N, un automatico svizzero introdotto intorno al 1950. La famiglia 1382 era espressamente progettata con indicatore della riserva di carica a ore 12. Il calibro misura circa 26 mm, lavora a 18.000 alternanze/ora ed è documentato nelle varianti da 17 e 21 rubini; questo esemplare dichiara correttamente 17 rubini sul quadrante. La parte affascinante è il modo in cui viene calcolata l’energia disponibile. Non si tratta di una lancetta collegata banalmente al sistema di carica: il movimento utilizza un meccanismo differenziale con frizione, che mette in relazione il caricamento della molla con il suo progressivo scaricamento durante la marcia. Ranfft descrive un sistema particolarmente sofisticato, nel quale piccolissime sfere svolgono contemporaneamente la funzione di elementi del differenziale e della frizione. In altre parole, mentre il rotore ricarica l’orologio la lancetta sale verso il massimo; durante il funzionamento, l’indicatore torna progressivamente verso lo zero. Oggi sembra una funzione quasi naturale. Nel 1950 era una soluzione meccanica tutt’altro che banale. Perché è raro Ed è qui che questo Vetta si distingue nettamente dal classico automatico vintage della Maison. Il calibro AS 1382N non era un semplice movimento automatico sul quale fosse stata aggiunta una lancetta: la visualizzazione della riserva richiedeva una costruzione dedicata e più complessa. La documentazione tecnica conferma infatti che all’interno della stessa famiglia AS esistevano versioni specificamente sviluppate per differenti tipi di indicazione della riserva di carica. Gli esemplari Vetta sopravvissuti con calibro 82 e indicatore Up/Down compaiono sul mercato con una frequenza decisamente inferiore rispetto ai normali Vetta automatici. Sono documentate configurazioni in oro 18 kt, altre con cassa cromata e fondello in acciaio, oltre a differenti interpretazioni del quadrante. Un esemplare Vetta cal. 82 degli anni ’50 viene esplicitamente descritto come una variante più rara del marchio. Questo esemplare aggiunge poi una configurazione estetica particolarmente riuscita: quadrante bicolore, centro guilloché, numeri arabi applicati, lancette dauphine e grande indicatore semicircolare della riserva di carica. Non è quindi la rarità artificiale di una semplice variante cromatica. La rarità è meccanica. È legata a un movimento specifico, a una complicazione poco diffusa all’epoca e a una produzione che rappresenta una fase molto precisa dell’orologeria automatica svizzera del dopoguerra. Un Vetta da collezione La cassa conserva i segni della propria storia, con evidenti tracce del tempo sulla finitura esterna, mentre il fondello è in acciaio inox. All’interno compare la punzonatura 136. Il quadrante presenta una patina coerente con l’età e, dalle fotografie, mantiene un insieme estremamente affascinante; sull’originalità assoluta della finitura del quadrante è comunque corretto mantenere un approccio conservativo in assenza di esame diretto. Ma è proprio questo il fascino dell’orologio. Non nasce per sembrare nuovo. Nasce come testimonianza di un momento in cui l’orologeria stava cercando di rendere visibile la propria meccanica: non soltanto un automatico, ma un automatico capace di comunicare al proprietario, attraverso una quarta indicazione sul quadrante, quanta autonomia gli restava. Vetta Automatique Power Reserve “Up/Down” Anni: circa 1950–1955 Movimento: Vetta cal. 82 / base A. Schild AS 1382N Carica: automatica Rubini: 17 Frequenza: 18.000 A/h Funzioni: ore, minuti, secondi centrali, indicatore della riserva di carica Riserva indicata: scala fino a 36 ore Quadrante: argenté bicolore con centro guilloché Indici: applicati, con numeri arabi dorati Lancette: dauphine Fondello: acciaio inox Epoca: primi anni Cinquanta Un automatico Vetta degli anni ’50 è vintage. Un Vetta calibro 82 con riserva di carica è qualcosa di molto più particolare: è una piccola complicazione dell’epoca d’oro dell’orologeria meccanica, oggi difficile da incontrare e ancora più difficile da trovare con tutta la sua personalità intatta.

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Automatique Power Reserve “Up/Down” – Cal. 82, anni ’50

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